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Liquefatto e non convenzionale: come cambia il mercato del gas naturale

liquefattoLiquefatto e non convenzionale: come cambia il mercato del gas naturale

Negli ultimi anni il mercato del gas ha subito profonde trasformazioni, indotte da una combinazione di fenomeni che spaziano dalla rivoluzione del gas non convenzionale, agli effetti del disastro di Fukushima sui movimenti internazionali di metano fino ai venti di decarbonizzazione che hanno individuato in questa risorsa la fonte per la transizione verso un sistema energetico low-carbon. Tutti questi fattori avevano fatto pensare che per il gas si aprisse una nuova fase di rilancio nella quale esso non era più visto solo come la fonte di transizione dall’“era fossile” a quella “green”, ma come una necessaria risorsa propulsiva per lo sviluppo mondiale almeno per il prossimo futuro e soprattutto in Europa.

L’analisi che abbiamo realizzazto ha quindi cercato di fornire una panoramica sullo status e sulle evoluzioni del settore gas partendo dalle variabili che ne influenzano domanda e offerta al fine di evidenziare quali possibili evoluzioni interesseranno il mercato  in Europa nel prossimo futuro.

Quello europeo è un mercato al centro di eventi che ne stanno cambiando l’assetto. I più significativi sono effetto del considerevole calo della domanda dovuto alla crisi che, unito alla maggiore disponibilità di flussi dall’estero, hanno dato vita ad un mercato lungo con prezzi spot sugli hub inferiori rispetto a quelli indicizzati dei contratti a lungo termine. Questo ha generato  nuove possibilità di trading ma ha anche spinto i compratori europei a richiedere una revisione dei contratti per ottenere maggiore flessibilità. Le possibilità che il mercato si muova verso meccanismi più competitivi e verso una maggiore liquidità, dipende da una serie di variabili, quali ad esempio: ampia disponibilità di offerta, potenziamento infrastrutturale, sviluppo del GNL, potenziale sfruttamento delle risorse non convenzionali, evoluzione dei servizi di mercato.

In prospettiva i contratti di lungo termine si ridurranno a vantaggio di una contrattazione delle partite di gas su piazze più liquide e flessibili. Secondo le stime della IEA al 2020 circa 350 Gmc di gas dovranno essere importati per soddisfare la domanda dell’Unione e probabilmente una significativa quota sarà ancora legata a contratti di lungo periodo ma per il resto si prospetta la possibilità di aprirsi all’approvvigionamento da fornitori diversi, su piazze di scambio diverse a tutto vantaggio di una maggiore competitività. Questa può essere raggiunta soprattutto tramite il potenziamento e la diversificazione dell’offerta.

Per quanto riguarda l’impatto che lo shale gas potrebbe apportare al mercato europeo, ad oggi le stime preliminari non sono ancora in grado di darci un quadro sufficientemente chiaro per valutare l’effettiva potenzialità di questa risorsa. Tuttavia per una serie di ragioni, legate non solo ai volumi recuperabili ma anche ai timori circa gli impatti ambientali e ai vincoli regolatori, fanno presupporre che in Europa, il gas non convenzionale non riesca a replicare gli effetti rivoluzionari verificatisi negli Stati Uniti.

Ben più promettente per il Vecchio Continente appare l’espansione del GNL. Se lo sviluppo di gasdotti rimane un presupposto indispensabile per la realizzazione di un mercato europeo il più possibile integrato e liquido, la flessibilità garantita dal GNL e la sua potenzialità di avere effetti sui prezzi è altrettanto importante per collegare il mercato europeo con il resto del mondo in modo che anche il nostro continente, indissolubilmente legato all’importazione, possa trarre vantaggio da una competizione a livello mondiale.

La crescente domanda europea nei prossimi anni potrebbe dunque contare sulla convergenza di importanti flussi di GNL, potenzialmente a prezzi competitivi, da Oriente e anche dal Nord America. Tuttavia la possibilità di sfruttare questa opportunità di mercato dipende dalla quota di domanda che non sarà vincolata da contratti di lungo termine, dalla presenza di una adeguata capacità di rigassificazione nonché dalla disponibilità di strutture e strumenti di mercato più avanzati. In ogni caso andamento della domanda, volumi e tempi di realizzazione delle infrastrutture restano la grande incognita e allo stesso tempo la chiave dell’incisività del GNL sul mercato europeo del gas naturale. Altro aspetto fondamentale in questo senso è che ad uno sviluppo della capacità di rigassificazione corrisponda un adeguato potenziamento di quella di liquefazione nelle zone di produzione. La mancanza di materia prima liquefatta infatti, potrebbe generare una competizione fra i consumatori di GNL, provocando un aumento dei prezzi e riducendo l’appetibilità del trasporto via nave.

Favorendo dunque il potenziamento di una offerta diversificata e flessibile attraverso il GNL si potrebbe stimolare la creazione di un mercato più liquido e quindi più competitivo.

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