La Strategia UE sulla digitalizzazione del settore energetico: misure, obiettivi e ambizioni

Lo scorso mercoledì, la Commissione Europea ha pubblicato la Strategia per la digitalizzazione e l’impiego dell’IA nel settore energetico. L’iniziativa prende impulso dagli elevati prezzi dell’elettricità che sempre in modo più persistente interessano i Paesi europei a seguito della crisi energetica del 2021/2022.

Nella nuova Strategia, la CE vede nella digitalizzazione e nell’IA due leve imprescindibili per la transizione energetica, la competitività europea e, soprattutto, l’abbassamento dei costi dell’energia per famiglia e imprese. Questo, anche attraverso la possibilità che la trasformazione digitale del settore energetico offrirebbe in termini maggiore efficienza nell’esercizio degli impianti di generazione e delle infrastrutture di rete.

Il documento prevede una roadmap articolata su tre pilastri. Il primo è l’integrazione sostenibile dei data center nel sistema elettrico. Lo sviluppo atteso dei data center porrebbe, secondo la Commissione, sfide importanti in termini di consumi e conseguentemente di gestione delle infrastrutture di rete elettrica. Si stima infatti una crescita della potenza installata per i data center a livello europeo dagli attuali 12 GW a circa 28 GW al 2030. Per affrontare tali sfide, Bruxelles ritiene prioritari interventi quali: la promozione di una più efficiente programmazione nello sviluppo delle reti, la diffusione di connessioni flessibili, lo sviluppo di configurazioni ibride BESS-impianti di generazione rinnovabile e la promozione della partecipazione dei data center ai mercati della flessibilità. A tal fine sono previste proposte legislative della CE in materia di efficientamento energetico dei data center e possibili altri interventi per favorire la loro integrazione nel sistema elettrico.

Il secondo pilastro riguarda la digitalizzazione e l’uso dell’IA nel settore energetico con l’obiettivo di favorire reti più intelligenti, la loro resilienza climatica e interoperabilità nonché utilizzo in ottica predittiva per mitigare i costi di manutenzione delle reti e i fenomeni di curtailment della generazione elettrica rinnovabile non programmabile. Anche in questo ambito sono attesi interventi nella forma di definizione di KPI per la diffusione di smart meter e delle reti intelligenti e la promozione di soluzioni digital twin, vehicle-to-grid e sistemi di tariffazione per l’uso efficiente delle reti.

Il terzo pilastro riguarda il miglioramento dell’uso dei dati per l’IA e il sistema energetico. Questa linea di intervento parte dalla considerazione che l’attuale quadro normativo esistente a livello europeo sarebbe frammentato con limitata promozione della interoperabilità e dell’accesso a dati di qualità rispetto a consumo, produzione ed esercizio delle reti. La Commissione prevede l’adozione di un quadro legislativo europeo per favorire l’interoperabilità nello scambio di dati, anche a livello transfrontaliero. Questo, anche attraverso sperimentazioni e incentivi agli operatori di rete per cooperare sullo scambio dati.

In ultimo la Commissione intende adottare interventi trasversali ai tre pilastri. Tra gli altri, misure per mitigare i rischi legati all’utilizzo dell’IA quali per esempio incidenti, cyber security e approvvigionamento dei materiali e componenti critici per la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale. Oltre a queste anche interventi per promuovere le competenze necessarie alla messa a terra delle azioni previste dalla Strategia e il rafforzamento della cooperazione internazionale su energy-IA.

Per garantire lo sviluppo armonizzato degli interventi da parte degli Stati Membri, la Commissione Europea istituirà un Forum annuale sull’Energy Digitalisation per monitorare i progressi, condividere best practice. In aggiunta, sarà avviata l’iniziativa “Better Energy Data” per mappare lacune nello scambio dei dati, migliorare qualità, interoperabilità e accessibilità ai medesimi.

Dall’attuazione della Strategia la Commissione si aspetta risultati ambiziosi: riduzione dei costi energetici, maggiore competitività industriale, più celere integrazione delle rinnovabili, nonché di restituire all’UE una sovranità digitale per promuovere modelli IA europei per la gestione di rete, ridurre dipendenze strategiche e sostenere l’ecosistema di innovazione UE.

Un altro tassello ambizioso delle politiche di Bruxelles che, come sempre, dovrà poi scontrarsi con la prova dei fatti ossia la messa a terra da parte degli Stati membri e il confronto con le specificità e la disponibilità di risorse e sistemi di governance adeguati da parte di questi.