Il Pacchetto UE sulle reti: quali ambizioni e quali azioni?

La Commissione Europea ha recentemente presentato un ampio pacchetto di proposte in materia di reti energetiche e promozione delle fonti rinnovabili. L’iniziativa, nota come Grids Package, si compone di cinque documenti: un documento strategico, nella forma di comunicazione al Consiglio e al Parlamento, in cui si delineano i principali motivi e indirizzi delle proposte avanzate; linee guida in materia di efficientamento delle procedure di connessione alle infrastrutture di rete; linee guida sul design dei contratti alle differenze a due vie; una proposta di revisione del regolamento UE in materia di infrastrutture di connessione cross-border; una proposta di direttiva per l’accelerazione del processo di permitting di nuovi progetti infrastrutturali e di produzione.

Il Pacchetto, che intende rappresentare una risposta strategica alle sfide geopolitiche che sta attraversando l’Europa e che inevitabilmente si riflettono sul percorso di decarbonizzazione, pone l’accento sulla sicurezza energetica, la sostenibilità e i prezzi dell’energia. Obiettivo ultimo degli interventi proposti è quello di assicurare il raggiungimento degli sfidanti target climatici verso cui si è impegnata l’UE.

La Comunicazione al Consiglio e al Parlamento UE – che rappresenta il documento strategico dei cinque che compongono il Pacchetto – parte dal riconoscimento che, attualmente, il settore energetico europeo è caratterizzato da una dipendenza ancora troppo elevata dai combustibili fossili di importazione (il 70% degli usi finali lordi di energia della UE nel 2022) rendendo l’Unione vulnerabile alla volatilità dei prezzi delle commodity e ai crescenti rischi geopolitici. Inoltre, nonostante i progressi conseguiti a oggi, il documento rileva che l’Unione non avrebbe ancora raggiunto un livello soddisfacente di interconnettività energetica tra Stati Membri e tale da consentire di raggiungere l’obiettivo del 15% entro il 2030 in tutti i Paesi. Secondo la Commissione, questo ritardo – unitamente a un livello di investimenti considerato inadeguato in fonti rinnovabili e infrastrutture di rete – si sarebbe tradotto in prezzi dell’elettricità per l’industria 2-3 volte superiori a quelli degli Stati Uniti e 2,2 volte superiori a quelli della Cina (il dato è relativo al secondo trimestre del 2024). In assenza di interventi efficaci e tempestivi sulle infrastrutture di rete, la Commissione osserva che potrebbe prodursi un volume pari a 310 TWh di elettricità rinnovabile inutilizzata entro il 2040.

Per ovviare alle criticità osservate, il pacchetto si concentra su diverse aree di intervento. In primo luogo un rafforzamento della programmazione degli interventi nelle infrastrutture di rete. A tale riguardo, oltre alla pubblicazione delle linee guida per l’efficientamento delle procedure di connessione, la CE intende sviluppare una metodologia a livello europeo per la pianificazione degli interventi; elaborare azioni per un maggiore coordinamento degli interventi sulle reti di distribuzione e di trasmissione; proporre schemi incentivanti per promuovere lo sviluppo di reti elettriche intelligenti, digitalizzate e innovative. Una seconda area di intervento riguarda l’accelerazione e semplificazione dei processi autorizzativi per tutte le infrastrutture di rete e i progetti di energia rinnovabile. Al riguardo, la CE intende adottare, entro il primo trimestre del 2026, delle linee guida sull’inclusione delle comunità locali nei progetti con capacità superiore a 10 MW.  Oltre a questa proposta, Bruxelles intende creare, con il contributo dell’associazione europeo dei distributori elettrici, una piattaforma di pianificazione centralizzata delle reti di distribuzione che permetta di agevolare l’identificazione dei necessari interventi e lo sviluppo efficiente delle tecnologie distribuite. Sono inoltre previste non meglio specificate azioni per mobilitare investimenti privati (circa 1,2 trilioni di euro entro il 2040 per le reti elettriche).

L’area di intervento più ambiziosa è quella relativa alle cosiddette autostrade energetiche ossia progetti di interconnessione considerati prioritari e alcuni dei quali già godono dello status di PCI (Progetti di Interesse Comune) o PMI (Progetti di Mutuo Interesse) come da regolamento europeo TEN-E. A tal fine, il Grids Package contiene anche una revisione di questo regolamento. Le 8 dorsali prioritarie riguarderebbero le seguenti interconnessioni: 1) integrazione della penisola Iberica con il resto d’Europa (8 GW di capacità aggiuntiva di trasporto entro il 2040); 2) interconnessione Cipro  Europa continentale (il progetto già gode di un finanziamento CEF di 645,2 milioni di euro); 3) interconnessione Stati Baltici-Polonia per la sincronizzazione del sistema elettrico baltico con l’Europa continentale; 4) abilitazione dell’inversione dei flussi sul gasdotto TransBalkanico (TBP) per migliorare la resilienza delle forniture di gas nella regione dei Balcani e nei paesi vicini all’est, riducendo le importazioni russe; 5) sostenere lo sviluppodell’hub di energia rinnovabile off-shore in Danimarca che è previsto ampliarsi come capacità di produzione e interconnessione con altri Paesi per fare del Mar Baltico un hub europeo; 6) nuove interconnessioni e capacità di accumulo nella UE sudorientale; 7) il corridoio dell’idrogeno tra Tunisia, Italia, Austria e Germania; 8) il corridoio dell’idrogeno sudoccidentale Portogallo-Germania per il trasporto di idrogeno decarbonizzato e la produzione di 2 milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabile entro il 2030.

Gli interventi delineati nel Grids Package permetterebbero di conseguire, secondo la Commissione, significativi benefici economici: risparmi nei costi di sviluppo delle infrastrutture di rete pari a circa 40 miliardi di euro; un aumento del 50% nel commercio transfrontaliero di elettricità, che potrebbe incrementare il PIL dell’UE di circa 18 miliardi di euro entro il 2030. La Commissione stima una carenza di capacità di interconnessione elettrica pari a circa 88 GW. Un investimento di 5 miliardi produrrebbe una riduzione nei costi del sistema elettrico pari a 8 miliardi con un risparmio netto per i cittadini e imprese europee di 3 miliardi.

Come sempre, il programma della Commissione Europea è ambizioso. Il fatto che molte di queste iniziative fossero già state oggetto di intervento legislativo e discussione negli anni addietro dimostra la difficoltà di un approccio collaborativo tra Stati Membri e la difficoltà a livello nazionale nella messa a terra di quanto auspicato da Bruxelles.