Un recente rapporto dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), “World Energy Employment 2025” offre un interessante quanto articolato quadro rispetto all’occupazione globale nel settore energetico. L’analisi rivela nel 2024 il mercato del lavoro del comparto ha toccato un nuovo picco di 76 milioni di posti di lavoro, in aumento del 2,2% rispetto all’anno precedente. Questo tasso di crescita equivale al doppio di quello registrato per l’economia generale (1,3%) ed evidenzia, quindi, il ruolo sempre più centrale del settore energetico come motore economico globale.
Per la prima volta nella storia, con 3,9 milioni di nuovi posti di lavoro negli ultimi cinque anni, il settore dell’elettricità è diventato il principale creatore di occupazione superando il segmento dell’approvvigionamento di combustibili. La progressiva elettrificazione dei consumi rappresenta uno dei principali driver di trasformazione. La sola produzione di veicoli elettrici ha generato quasi 800.000 nuovi posti di lavoro nel 2024 con la Cina principale protagonista di questa crescita.
La produzione da fotovoltaico è stata la forza trainante di questa crescita contribuendo per la metà ai nuovi posti di lavoro nel settore elettrico. Solo nel 2024, il comparto ha originato 310.000 nuove posizioni lavorative. Anche il comparto del nucleare ha registrato una ripresa, con circa 70.000 nuovi posti di lavoro nel 2024, pari a un aumento del 6% rispetto all’anno precedente.
Diversamente, il rapporto evidenzia sfide significative per l’eolico che ha visto un rallentamento della crescita occupazionale con un calo dell’occupazione del 6% nel 2024 in Europa e Nord America. Questo dato è prevalentemente attribuibile all’aumento dei costi di produzione e al conseguente ritardo nella realizzazione dei progetti, in particolare nell’eolico offshore.
Un dato da non trascurare, visti gli sforzi a livello globale in materia di decarbonizzazione, sono le dinamiche nei settori interessati dalle fonti fossili. Nel comparto del carbone, i posti di lavoro sono aumentati dell’8% nel 2024 rispetto al 2019, trainati soprattutto da nuovi impianti di generazione elettrica in India, Cina e Indonesia. Anche il settore del petrolio e del gas naturale hanno recuperato le perdite di occupazione del 2020, raggiungendo 12,4 milioni di lavoratori nel 2024. Tuttavia, nuovi tagli all’occupazione sono attesi in questo comparto a fronte di prezzi del petrolio più bassi rispetto agli anni precedenti. Nel comparto gas è il GNL a trainare la crescita occupazionale.
Tuttavia, la IEA osserva che nonostante la crescita complessiva dell’occupazione del comparto, il settore energetico è interessato da una carenza significativa di competenze qualificate. Oltre il 60% delle 700 aziende energetiche intervistate dall’IEA nel 2025 ha riferito difficoltà di assunzione, in particolare nei ruoli tecnici come elettricisti, saldatori, installatori di condotte, operatori di rete elettrica e ingegneri. Queste figure costituiscono il 54% della forza lavoro del comparto ossia più del doppio della loro quota nell’economia generale.
La mancanza di competenze adeguate si traduce direttamente in ritardi nella realizzazione dei progetti e nell’aumento dei costi e di realizzazione dei medesimi. Negli Stati Uniti, ad esempio, i costi della manodopera nel solare sono aumentati del 43% tra il 2021 e il 2023 a causa del c.d. skill shortage. In India, questi trend interessano i produttori di pannelli solari e di sistemi di accumulo. Il settore del nucleare francese ha affrontato estese interruzioni nell’attività di manutenzione dovute alla carenza di lavoratori.
A tale dinamica si aggiungono i fattori demografici: l’invecchiamento della forza lavoro e un ingresso insufficiente nel mercato del lavoro di lavoratori qualificati di età giovane. Nei settori del nucleare e dello sviluppo delle infrastrutture di rete per ogni giovane lavoratore che entra, ci sono rispettivamente 1,7 e 1,4 lavoratori che si avvicinano alla pensione, rispetto a una media di 1,2 nell’intera economia. Si stima che tra oggi e il 2035, due terzi delle nuove assunzioni saranno necessari solo per sostituire i lavoratori in pensione.
Anche il sistema formativo sembra non seguire adeguatamente le dinamiche del mercato del lavoro. Sebbene la domanda di lavoratori tecnici qualificati sia cresciuta del 16% tra il 2015 e il 2022, i laureati con qualifiche pertinenti all’energia sono aumentati solo del 9%. Per colmare questo divario entro il 2030, il numero di laureati e diplomati in campi energetici dovrebbe aumentare di circa il 40% a livello globale, con un costo stimato di 2,6 miliardi di dollari all’anno, meno dello 0,1% della spesa pubblica globale per l’istruzione.
Un driver ancora inesplorato su come potrà cambiare il settore occupazionale del comparto energetico è quello dell’Intelligenza Artificiale che potrebbe sopperire alla mancanza di manodopera qualificata su numerosi fronti. Al momento, il settore energetico sembra essere in ritardo nell’adozione dell’IA, con una concentrazione di talenti qualificati in IA inferiore del 40% rispetto ad altri settori come tecnologia e finanza.
Il quadro dipinto dal rapporto evidenzia quindi l’importanza di una serie di interventi mirati per risolvere. In primo luogo vi è l’esigenza di una formazione professionale mirata. Secondo la IEA gli investimenti globali dovrebbero aumentare a 15 miliardi di dollari entro il 2030 in uno scenario a politiche correnti e fino a 26 miliardi di dollari per raggiungere gli obiettivi di neutralità carbonica. Altrettanto importanti sono gli interventi di riqualificazione e upskiling della forza lavoro esistente soprattutto nei settori dei combustibili fossili. Alla base di tutto questo diventa fondamentale una mappatura delle competenze necessarie alla transizione energetica anche attraverso l’adozione di standard globali per le qualifiche e le certificazioni energetiche per facilitare la mobilità dei lavoratori.
Le sfide che attendono il settore energetico al 2030 e al 2050 sono note e ambiziose. Senza le giuste competenze il traguardo, secondo la IEA, sembra ancora più difficile da raggiungere.