DL Bollette: incertezze e domande sulla sterilizzazione degli oneri ETS termoelettrici

L’attuazione dell’ultimo decreto del Governo Meloni in materia di caro energia (il c.d. DL bollette) è entrato nel vivo. Nell’ultima settimana, infatti, il Gestore dei Servizi Energetici ha avviato il portale per consentire agli impianti beneficiari dei Conti Energia di aderire al meccanismo c.d. spalma-incentivi mentre l’Autorità di Regolazione di settore (ARERA) ha approvato il provvedimento attuativo per la rimodulazione degli incentivi per gli impianti a biomasse, bioliquidi e biogas.  Entrambe le misure sono finalizzate ad alleggerire la componente ASOS della bolletta. In ultimo, l’ARERA  ha avviato un procedimento per la definizione delle modalità attuative della previsione del decreto che prevede la sterilizzazione degli oneri ETS per la produzione termoelettrica. Un intervento, questo, finalizzato a ridurre i prezzi dell’elettricità all’ingrosso.

È questa la misura più attesa del provvedimento dell’Esecutivo. Non solo per il complesso dialogo tra Roma e Bruxelles che ne ha accompagnato la genesi, prima, e l’attuazione, oggi. Ma anche per le implicazioni e le incertezze che ne caratterizzano l’adozione. La misura configura un aiuto di Stato e in quanto tale è attualmente oggetto al vaglio della Commissione Europea.

Il decreto prevede che sia riconosciuto ai produttori termoelettrici, per un periodo temporale predefinito, un rimborso sui costi legati ai prelievi di gas naturale per un ammontare massimo pari al costo atteso degli adempimenti connessi allo schema ETS e tale da minimizzare gli impatti sugli scambi transfrontalieri. All’ARERA il provvedimento attribuisce il compito di definire le modalità attuative della misura e di verificare che il rimborso sia effettivamente trasferito sulle offerte di vendita degli operatori. Pena, in caso contrario, la restituzione della compensazione maggiorata di eventuali sanzioni. La misura dovrà essere finanziata in parte dalle rendite di congestione derivanti dall’utilizzo della capacità di trasmissione transfrontaliera e in parte mediante le bollette dei clienti finali beneficiari della compensazione.

Successivamente all’entrata in vigore del decreto, la Commissione Europea ha varato il quadro temporaneo in materia di aiuti di Stato in risposta alla crisi mediorientale. Il cosiddetto METSAF. Nel documento di Bruxelles si prevede che le misure di sgravio dei costi del gas della produzione termoelettrica non possano essere in alcun modo commisurate ai costi degli adempimenti dello schema ETS. Il METSAF prevede, inoltre, che gli aiuti di Stato definiti dagli Stati Membri nell’ambito di questo quadro temporaneo di aiuti debbano essere adottati entro dicembre.

La delibera di avvio di procedimento dell’Autorità per l’attuazione della misura ha la finalità, come riconosce la stessa ARERA, di portarsi avanti col lavoro. Ciò affinché, una volta concluso il confronto con la Commissione Europea, si possa procedere tempestivamente a darne seguito. Tuttavia, anticipare il lavoro non è necessariamente garanzia di tempestiva attuazione della misura. Il METSAF, che sembra essere una risposta alle critiche italiane sull’onerosità dei costi del meccanismo ETS,  ha reso infatti il percorso di attuazione della misura ancora più incerto. Alla aleatorietà delle tempistiche e degli esiti dell’esame della Commissione Europea si aggiunge, infatti, la necessità di dovere modificare il DL Bollette, con altrettanto decreto, per superare il riferimento alla commisurazione del rimborso ai costi ETS oggi non più consentito alla luce del METSAF.

Alle complessità formali si affiancano poi quelle sostanziali. Da una parte il rischio che il lavoro anticipato da ARERA debba essere aggiornato alla luce dei rilievi di Bruxelles una volta terminato il processo di vaglio della misura. Dall’altra, la messa a punto degli aspetti più sofisticati dell’intervento. Primo tra tutti, quello di definire un valore del rimborso che minimizzi gli impatti sui scambi transfrontalieri per evitare un incremento significativo dei flussi in export dell’Italia. In secondo luogo, la copertura finanziaria della misura. Per evitare di vanificare gli effetti positivi sui clienti finali, il rimborso sarà coperto solo in parte dalle bollette e per la rimanente parte con rendite di congestione.

Su questo, l’avvio di procedimento dell’Autorità pone dei dubbi interpretativi. Si legge infatti nella delibera dell’Autorità che la misura sarà coperta con apposito corrispettivo da applicare in bolletta, al netto della copertura delle rendite di congestione, e che la stessa provvederà alla “determinazione del relativo perimetro di applicazione, esentando tutti i clienti finali che non beneficiano della riduzione del prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica indotti da tali rimborsi”. Questo passaggio sembrerebbe fare intuire che a pagare per la misura, e a beneficiarne, possa essere solo un sottoinsieme di clienti finali. Se così fosse, sarebbe apparentemente controintuitivo. L’abbassamento dei prezzi dell’elettricità all’ingrosso scaturente dall’intervento, infatti, beneficerebbe tutti i volumi acquistati sul mercato del giorno prima  e, conseguentemente, tutte le offerte coperte da tali volumi indipendentemente dalla natura variabile o fissa della rispettiva struttura di prezzo. Inoltre, limitare l’applicazione dei benefici e dei costi della misura solo a una parte di clienti finali avrebbe complessità attuative enormi visto che la misura impatterebbe indirettamente sul valore degli oneri di dispacciamento e degli oneri generali di sistema che oggi applicano in eguale valore, con aggiornamenti periodici, a tutti i clienti finali.

Inoltre, né il DL Bollette né l’avvio di procedimento indicano ad oggi la durata della misura. Un aspetto non da poco visti i potenziali effetti della medesima e che investono anche le aspettative di ritorno degli investimenti delle tecnologie di generazione infra-marginali. Ciò anche considerando che oltre alla misura di sterilizzazione degli oneri ETS, il DL Bollette ne prevede una ulteriore, anch’essa aiuto di Stato, con potenziali impatti sui prezzi all’ingrosso dell’energia elettrica. Ossia il rimborso ai produttori termoelettrici degli oneri di trasporto gas. Se a queste due misure poi si affianca la riforma dello schema ETS pendente a Bruxelles, e su cui la CE avanzerà una proposta entro luglio, è chiaro che gli effetti sul prezzo all’ingrosso potrebbero essere tutt’altro che trascurabili oltre che incerti. La riforma di Bruxelles, infatti, interviene su aspetti salienti della formazione dei prezzi della CO2 quali i benchmark ETS, il fattore lineare di riduzione del cap alle emissioni e il potenziale ampliamento dei settori interessati dal meccanismo. Tutti aspetti dagli effetti incerti sui livelli dei prezzi della CO2  e che, qualora ne determinassero un abbassamento del valore medio, potrebbero ulteriormente comprimere i prezzi sui mercati all’ingrosso.

In ultimo, non è meno preoccupante la previsione del DL che prevede da parte di ARERA la verifica dell’effettivo trasferimento dei rimborsi sui costi dei prelievi gas sulle offerte di vendita dei mercati all’ingrosso. Qualora dalla misura ci si attenda un abbassamento delle offerte di vendita dei produttori termoelettrici di importo esattamente uguale al rimborso si potrebbe prendere un abbaglio. La riduzione dei prezzi di offerta dovuto a tali rimborsi, infatti, potrebbe essere infatti compensato in tutto o in parte dall’incremento di costi altri legati alla produzione termoelettrica. Per esempio, costi operativi legati alle modalità di funzionamento degli impianti dettate dalle condizioni di esercizio del sistema. O, ancora, costi opportunità dovuti a vincoli tecnici o necessità di ottimizzare la gestione del portafoglio impianti. L’interpretazione che su questo darà ARERA è essenziale di per sé ma ancora di più alla luce dell’altra previsione del DL bollette che prevede che l’Autorità definisca, unico caso in Europa, modalità pedisseque di attuazione del Regolamento UE REMIT in materia di manipolazione dei mercati e, in particolare, di fenomeni di trattenimento di capacità. In questo frangente, una misura come quella del rimborso degli oneri ETS creata per avere effetti temporanei potrebbe creare precedenti pericolosi tutt’altro che di breve respiro.