BESS: le incognite delle prossime aste MACSE e del mercato della capacità

Il mercato italiano delle batterie di accumulo elettrochimico (BESS) sta vivendo una fase di rapida espansione. A marzo 2026, i dati Terna – il gestore della rete di trasmissione elettrica – indicano 910.037 sistemi di accumulo in esercizio per circa 18,5 GWh di capacità (7,1 GWh nel 2023).

Ad aprile 2026 risultano inoltre autorizzati dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica circa 11,7 GW di progetti stand-alone di taglia superiore a 10 MW.

In larga parte, la rapida crescita delle BESS in Italia è anche dovuta a strumenti di incentivo al loro sviluppo quali il c.d. MACSE (Meccanismo di Approvvigionamento di Stoccaggio Elettrico) e il mercato della capacità. Entrambi si poggiano su meccanismi di asta al ribasso. Il MACSE è dedicato alla contrattualizzazione a termine esclusivamente di tecnologie di accumulo mentre il mercato della capacità si rivolge, oltre a queste, anche agli impianti termoelettrici e di generazione elettrica da fonti rinnovabili. Nel MACSE, le risorse selezionate sono prevalentemente destinate da Terna a soddisfare il fabbisogno di flessibilità del sistema elettrico (ossia di bilanciamento tra domanda e offerta di elettricità in un orizzonte infra-giornaliero) mediante la sottoscrizione di appositi contratti detti di time-shifting e in cambio di un premio (€/MWh/anno), come risultante in esito all’asta, garantita per quindici anni. La capacità non allocata da Terna a tali contratti potrà essere resa disponibile sul mercato dei servizi di dispacciamento. Nel mercato della capacità, le risorse contrattualizzate sono destinate a soddisfare il fabbisogno di adeguatezza del sistema elettrico (ossia a garantire la copertura del picco di domanda elettrica in un orizzonte di lungo termine). In questo caso, la capacità aggiudicataria dell’asta riceve un premio (€/MW/anno) per un periodo di un anno, se già esistenti, o di quindici anni se di nuova realizzazione. In entrambe i meccanismi, Terna definisce un contingente minimo e massimo di capacità approvvigionabile.

Ad oggi, entrambi i meccanismi hanno favorito lo sviluppo di circa 21 GWh di capacità già entrata in esercizio o di prossima realizzazione: 10 GWh ascrivibili al MACSE (su un totale di 42 GWh attesi al 2030) e 11 GWh al mercato della capacità (rispetto ai circa 7,4 GWh attesi al 2030).

Quest’anno sono attese nuove aste di approvvigionamento sia nell’ambito del MACSE sia nel mercato della capacità, finalizzate alla contrattualizzazione di asset che dovranno entrare in esercizio nel 2029.

Data la prossimità temporale delle due procedure, partecipare al mercato della capacità, la cui procedura dovrebbe svolgersi per prima, o attendere l’asta MACSE è una decisione per gli operatori che, a parità di altre condizioni, dipende da una molteplicità di fattori. In primo luogo, di natura economica circa, per esempio, i costi di sviluppo, il tasso di rendimento interno e i costi operativi attesi dall’investimento. A parità di questi, in alternativa ad un approccio merchant, assume particolare rilievo l’evoluzione dei due meccanismi incentivanti con riferimento a un insieme di dimensioni attualmente non inquadrabili ex-ante con certezza:

  • il premio conseguibile tramite i due meccanismi e, a parità di altre condizioni, il livello di partecipazione ai medesimi. Le ultime aste del mercato della capacità hanno registrato una progressiva riduzione del premio ottenibile: da 75.000 €/MW/anno nelle prime procedure a 47.000 €/MW/anno nell’ultima. La prossima asta potrebbe registrare una ulteriore riduzione del premio conseguibile per effetto, a parità di altre condizioni, di una offerta di capacità più generosa rispetto alla precedente procedura concorsuale. Nelle zone di mercato Nord e Centro Nord – rispetto alle quali il MACSE non prevede la possibilità di selezionare capacità BESS – i dati MASE indicano nuovi progetti autorizzati per circa 3,4 GW (di cui 2,9 GW nella zona Nord). A questi occorre aggiungere il contributo all’adeguatezza del sistema degli impianti FER-E che entreranno in esercizio (in aumento rispetto alla precedente asta) tra la data dell’asta e l’inizio del 2029 nonché quello della capacità di importazione. Nel MACSE si sono da subito osservati premi “contenuti” in un intervallo pari a circa 12.000 €/MWh/anno – 15.000€/MWh/anno. Qualora l’evoluzione tecnologica consentisse una ulteriore riduzione dei costi di sviluppo delle BESS, anche il MACSE potrebbe registrare, a parità di altre condizioni, un ulteriore taglio al premio conseguibile. Ciò soprattutto nelle zone di mercatoSud e Centro Sud dove – oltre al significativo sviluppo di capacità di generazione elettrica da fonti rinnovabili – potrebbero qualificarsi anche gli operatori risultati non aggiudicatari della precedente asta del mercato della capacità;
  • la remunerazione conseguibile sui mercati dei servizi di dispacciamento (MSD). Gli accumuli eventualmente aggiudicatari del MACSE, qualora dispacciati sul MSD per la capacità non allocata sui contratti di time-shifting, potrebbero trattenere solo il 20% dei ricavi conseguiti. La rimanente parte, infatti, sarebbe destinata alla copertura dei costi del meccanismo. Nel mercato della capacità, diversamente, sarebbe possibile trattenere il 100% dei ricavi conseguiti. Allo stesso tempo, tuttavia, grava una incognita data dalla recente indicazione di ARERA a Terna di massimizzare, secondo modalità ancora non note, l’impiego degli accumuli MACSE su MSD. Una eventualità che ridurrebbe potenzialmente lo spazio di ricavo delle BESS aggiudicatarie del mercato della capacità aumentando però al contempo i costi di esercizio di quelle del MACSE;
  • la performance in termini di rapporto energia/potenza degli asset aggiudicatari.  L’ultimo Rapporto di Adeguatezza di TERNA, infatti, indica che le BESS potrebbero offrire un contributo limitato alla copertura dei picchi di domanda soprattutto in inverno quando potrebbero verificarsi in probabilità eventi di distacco di durata superiore agli attuali standard di durata delle BESS. Inoltre, osserva il Rapporto, il contributo incrementale delle BESS all’adeguatezza del sistema si riduce all’aumentare del numero di unità in esercizio dovendosi questo scontrare con la minore disponibilità di produzione elettrica programmabile in assorbimento, spiazzata dalle stesse BESS.  Tutto ciò si traduce in tassi di derating piuttosto significativi della capacità nominale delle BESS qualificabile al meccanismo che, a sua volta, impatterebbero sul premio complessivamente conseguibile dalle risorse aggiudicatarie del mercato della capacità;
  • il contingente che Terna deciderà di approvvigionare nei due meccanismi. Nel mercato della capacità, soprattutto nella zona Nord, potrebbe essere previsto un target lievemente in rialzo rispetto alla precedente asta per effetto, per esempio, dell’incremento dei consumi dei data center. Per il MACSE sono previsti contingenti massimi più capienti rispetto alla precedente asta, soprattutto nella zona Sud e con possibilità di allocare nelle zone limitrofe (nei limiti dei vincoli di transito) la capacità non aggiudicataria in una determinata zona. Tuttavia, su tali contingenti grava l’incognita di una loro revisione al ribasso successivamente gli esiti del mercato della capacità.

Alle sfide in termini di sicurezza (e quindi adeguatezza) del sistema elettrico poste dalla transizione energetica si sono oggi aggiunte quelle derivanti dagli effetti delle recenti crisi geopolitiche. Data la natura di lungo termine dei due meccanismi e la loro diversa finalità (flessibilità il primo e adeguatezza il secondo) diventa più che mai cruciale una maggiore predicibilità nella calendarizzazione delle rispettive aste e un più intenso coordinamento tra i due rispetto, in particolare, la definizione di un congruo tasso di deratingdelle BESS che sconti in modo efficace il reale contributo atteso di queste all’adeguatezza del sistema.  Garantire la sicurezza del sistema è il primo passo verso il raggiungimento dei target di transizione energetica e, in ultimo, verso una sempre minore esposizione dei mercati elettrici, e di famiglie e imprese che ne sono i fruitori finali, agli effetti di equilibri geopolitici sempre più mutevoli.