Rinnovabili elettriche: una settimana di traguardi

È arrivato lunedì scorso, finalmente, l’OK della Commissione Europea allo schema FER-X, il principale meccanismo italiano di promozione di nuovi progetti di produzione elettrica da fonti rinnovabili.  Lo schema si baserà su contratti alle differenze a due vie della durata ventennale e prevede l’adozione di due procedure distinte di allocazione degli incentivi: una basata su aste, per gli impianti con capacità superiore a 1 MW, e una basata sull’accesso diretto per le installazioni di potenza inferiore a 1 MW. Vi sarà poi una procedura distinta per l’allocazione degli incentivi ai progetti di potenza superiore al MW e realizzati con componenti non cinesi coerentemente con il c.d. Regolamento NZIA.

Il meccanismo, informa la Commissione nel suo comunicato stampa, avrà un costo massimo di 23 miliardi di euro e sosterrà la realizzazione di 37,15 GW di nuova capacità tra eolico onshore, solare, idroelettrico e gas di scarico. Di questi, circa 10 GW saranno riservati agli impianti fino a 1 MW di potenza e i restanti 27,15 GW agli impianti di maggiore dimensione.

Una prima asta, stando alle risposte del Ministro Pichetto Fratin a una interrogazione alla Camera della scorsa settimana, dovrebbe tenersi entro la fine del 2026.

Nel decreto attuativo del Ministero dell’Ambiente potrebbe inoltre prevedersi l’istituzione di un albo per la prequalifica dei progetti per agevolare la selezione degli impianti aggiudicatari da parte del GSE.

Ma la scorsa settimana ha segnato anche un’altra tappa importante per il raggiungimento dei target italiani di decarbonizzazione del settore elettrico al 2030. È infatti stata pubblicata la consultazione del GSE in attuazione delle previsioni dell’ultimo DL bollette con riferimento alla promozione dei Power Purchase Agreement (PPA).

Il decreto, per favorire la partecipazione delle piccole e medie imprese alla bacheca PPA gestita dal GME, ne prevede una evoluzione attraverso una apposita sezione (il c.d. comparto degli annunci qualificati) in cui potranno essere presentate le manifestazioni di interesse alla stipula di PPA da parte di imprese e produttori che intendono usufruire della garanzia di ultima istanza del GSE. Le parti, in caso di abbinamento delle manifestazioni di interesse, stipuleranno i PPA al di fuori della bacheca salvo obbligo successivo di registrazione sulla medesima.

Il meccanismo di garanzia, che prevede una dotazione di 45 milioni di euro in 3 anni (integrabile anche con risorse SACE), è uno degli elementi chiave del decreto. Coerentemente con il quadro legislativo europeo, il meccanismo di garanzia pubblica permetterà di mitigare uno degli ostacoli principali alla stipula dei PPA ossia il cosiddetto il rischio di controparte.  

Al nuovo comparto della Bacheca PPA potranno partecipare soltanto produttori e imprese (queste ultime anche in forma aggregata) in possesso dei requisiti soggettivi e oggettivi di prequalificazione definiti dal GSE. Tra questi, anche requisiti di scoring creditizio.

Lato produzione, la bacheca sarà accessibile alla sola produzione non oggetto di incentivazione. Al riguardo, il Decreto Bollette prevede il riconoscimento di un premio agli impianti progressivamente in uscita da meccanismi incentivanti esistenti.

La Relazione Tecnica di accompagnamento al Decreto Bollette stima che la produzione oggetto di questo meccanismo di premialità sarà pari a circa a 10 TWh/anno (2028 e 2029), 12 TWh (2030), 14 TWh (2031), 24 TWh (2032), 29 TWh (2033), 34,6 TWh (a decorrere da 2034). Il costo dell’incentivo, che graverà sugli oneri generali di sistema, è stimato essere nell’intorno di circa quattrocentoquaranta milioni di euro nel periodo 2028-2033 e circa centocinquanta milioni di euro l’anno a partire dal 2034.

Tuttavia, nell’ambito del nuovo comparto della Bacheca PPA, il GSE non eserciterà solo la funzione di garante di ultima istanza. Il DL, infatti, attribuisce alla società anche altre importanti funzioni per favorire la stipula dei PPA tra le parti che accederanno al comparto degli annunci qualificati della bacheca PPA. Tra queste, lo svolgimento di attività di formazione e divulgazione nei confronti delle PMI anche attraverso appositi protocolli di intesa con le associazioni territoriali o di categoria e il supporto alla stipula di PPA in esito all’abbinamento delle manifestazioni di interesse presentate sulla bacheca PPA. Due funzioni importanti che qualificano il GSE come facilitatore della diffusione dei PPA.

Ma la vera innovazione del decreto, resa esplicita dalla consultazione GSE, è la possibilità di presentare manifestazioni di interesse anche per PPA fisici ossia con obbligo di consegna dei volumi di energia elettrica sottostanti il contratto. È questa una importante novità che permetterà l’integrazione dei PPA nei contratti di fornitura di energia elettrica nuovi o esistenti delle imprese che parteciperanno alla bacheca permettendo, a parità di altre condizioni, l’abbassamento delle proprie bollette.

I prossimi mesi saranno cruciali per la messa a terra di questi due importanti pezzi del quadro legislativo e regolatorio italiano per la transizione energetica. PPA e contratti alle differenze diverranno sempre più parti integranti del disegno di mercato, completandone l’architettura in uno scenario dove la contrattazione a lungo termine svolgerà un ruolo sempre più importante per favorire gli obiettivi di decarbonizzazione del settore elettrico italiano. Affinché ciò sia possibile, la prossima sfida sarà quella di armonizzare sempre più le regole di funzionamento dei diversi meccanismi a iniziare da una calendarizzazione predicibile degli interventi attesi e delle procedure di asta, per i contratti alle differenze, e le sessioni per la manifestazione di interesse per il nuovo segmento della bacheca PPA.

Per una volta, l’Italia sembra essere partita con il piede giusto.