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Risorse con Energia

INTERVISTA TOP MANAGER: Antonio Cammisecra, CEO – Enel Green Power

Antonio Cammisecra, nato a Napoli (Italia) nel 1970, si è laureato con lode in Ingegneria Meccanica all’Università “Federico II” di Napoli nel 1996.

Nel 2004 ha ottenuto un Master in Business Administration presso l’Università “Bocconi”.

E’ entrato nella divisione Internazionale del Gruppo Enel nel 1999. Successivamente è stato Business Developer Manager per l’America Latina, lavorando in diversi Paesi dell’America Centrale (Messico, Guatemala, Costa Rica, El Salvador, Nicaragua, Panama) e del Sud (Cile e Brasile).

Nel 2009 è stato nominato Responsabile del Business Development Italia in Enel Green Power, e nel 2012 Capo dell’Operations and Maintenance Hydro, Wind e Solar.

Nel 2013 è diventato Capo del Global Business Development di Enel Green Power, dove ha diretto un team di più di 200 persone, attive in 20 paesi 5 i continenti.

Nel maggio 2017 è stato nominato CEO in Enel Green Power e responsabile per Nord e Centro America, Africa Sub-Sahariana e Asia. Nella stessa data è stato nominato Presidente dell’associazione RES4Africa.

Enel Green Power ha da poco festeggiato il suo decimo compleanno: quale bilancio si sente di fare di questa prima decade di attività e quali nuove sfide vi attendono nel futuro?

In questi primi dieci anni di vita, Enel Green Power è cresciuta a ritmi incredibili, e in parte inaspettati. Una crescita dirompente, come dimostrano i nostri numeri: siamo passati, in soli 10 anni, da 4 GW di capacità installata a oltre 43 GW, da 16 a 29 paesi di presenza, da 17 TWh a oltre 100 TWh di energia prodotta. Questa crescita esponenziale è certamente frutto dell’accelerazione tecnologica, dell’evoluzione dei mercati e del framework regolatorio verso un assetto più competitivo ma anche delle nostra innata capacità di anticipare i trend, di battere record su record, di agire per primi.

Sono queste caratteristiche che ci hanno reso oggi leader mondiale nel settore delle energie rinnovabili.

Oggi viviamo nel mezzo della transizione energetica e siamo chiamati a guidare questo cambiamento e a rispondere all’appello che giunge da più parti, in ultimo dalle giovani generazioni, la cosiddetta climate change generation, per un impegno concreto nella decarbonizzazione.

Tante altre aziende e multinazionali si stanno muovendo in questa direzione ma quello che contraddistingue Enel Green Power dagli altri operatori è l’attenzione alla sostenibilità come elemento chiave lungo tutta la catena del valore (dalla fase di business development, al modo in cui costruiamo i nostri impianti fino al modo in cui li gestiamo, una volta entrati in esercizio).

“Oggi viviamo nel mezzo della transizione energetica e siamo chiamati a guidare questo cambiamento che giunge da più parti, in ultimo dalle giovani generazioni”

Adottando il modello di Creazione di Valore Condiviso, si riesce a cogliere un’opportunità di business, attraverso una strategia competitiva che crea contemporaneamente valore per l’azienda e per la società in cui operiamo. Questa è oggi Enel Green Power. L’abbiamo costruita in 10 anni e non in un giorno, con grande impegno da parte di tutti coloro che sono stati fondamentali per questo grande successo. Per il futuro, bisogna correre più veloce degli altri perché mantenere la leadership non è semplice e richiede un duro lavoro e scelte coraggiose.

EGP opera come leader nelle rinnovabili in tutto il mondo, quanto è diversificato e come sta evolvendo l’approccio al business nelle varie aree geografiche?

Operiamo in mercati sensibilmente differenti tra loro, per cui quotidianamente affrontiamo la sfida della ricerca del miglior modello di business da applicare in ciascun mercato, facendo leva sulle esperienze e competenze acquisite su scala globale. In tema di commercializzazione dell’energia ad esempio, oltre alle gare organizzate in diversi Stati europei o in India, registriamo una sempre crescente domanda di energia rinnovabile da parte di grandi clienti industriali che diventano nostri partner attraverso accordi PPA – Power Purchase Agreements, Gli Stati Uniti trainano al momento questo segmento di mercato con una quota di capacità contrattata superiore al 65% del totale globale.
L’approccio allo sviluppo di nuova generazione rinnovabile è quindi funzione del contesto di riferimento, in particolare di un quadro regolatorio abilitante, della presenza di adeguate infrastrutture e di una nuova consapevolezza da parte dei consumatori per i quali l’energia non è più solo una commodity. Stiamo ampliando la nostra offerta con nuovi servizi aggiuntivi, primo fra tutti la sostenibilità, convinti che la creazione di valore sostenibile e condiviso sia il nostro più importate obiettivo.

“Quotidianamente affrontiamo la ricerca del miglior modello di business da applicare in ciascun mercato, facendo leva sulle esperienze e competenze acquisite a livello globale”

EGP opera come leader nelle rinnovabili in tutto il mondo, quanto è diversificato e come sta evolvendo l’approccio al business nelle varie aree geografiche?

 Operiamo in mercati sensibilmente differenti tra loro, per cui quotidianamente affrontiamo la sfida della ricerca del miglior modello di business da applicare in ciascun mercato, facendo leva sulle esperienze e competenze acquisite su scala globale. In tema di commercializzazione dell’energia ad esempio, oltre alle gare organizzate in diversi Stati europei o in India, registriamo una sempre crescente domanda di energia rinnovabile da parte di grandi clienti industriali che diventano nostri partner attraverso accordi PPA – Power Purchase Agreements, Gli Stati Uniti trainano al momento questo segmento di mercato con una quota di capacità contrattata superiore al 65% del totale globale.
L’approccio allo sviluppo di nuova generazione rinnovabile è quindi funzione del contesto di riferimento, in particolare di un quadro regolatorio abilitante, della presenza di adeguate infrastrutture e di una nuova consapevolezza da parte dei consumatori per i quali l’energia non è più solo una commodity. Stiamo ampliando la nostra offerta con nuovi servizi aggiuntivi, primo fra tutti la sostenibilità, convinti che la creazione di valore sostenibile e condiviso sia il nostro più importate obiettivo.

Gli obiettivi di decarbonizzazione dell’economia fanno delle rinnovabili lo strumento chiave per la riduzione degli impatti ambientali del settore energetico. Quale è a suo parere lo stato attuale della cosiddetta transizione energetica e quali sono i fattori abilitanti in grado di accelerare questo processo? Come è cambiato e come cambierà il ruolo del consumatore di energia nel sistema energetico del futuro?

In termini di capacità installata, le fonti rinnovabili hanno rappresentato più della metà della capacità addizionale negli ultimi cinque anni a livello globale, a testimonianza di quanto l’intero settore sia in costante crescita. Tuttavia ricordiamo, ad esempio, che nel 2017 la generazione elettrica mondiale è stata fornita da fonti rinnovabili solo per il 25%. La transizione energetica dunque è certamente iniziata, ma c’è ancora molta strada da fare, e velocemente. Il cambiamento climatico ci impone infatti di accelerare la transizione energetica e abbiamo la responsabilità di farlo in modo sostenibile e inclusivo, senza cioè lasciare indietro nessuno.

Dobbiamo assicurarci che la transizione sia sostenibile da un punto di vista ambientale, sociale, economico e tecnologico e che risponda alle grandi sfide energetiche dei diversi tipi di mercati; dai mercati maturi, dove esiste un tema di sostituzione di generazione ad alte emissioni con impianti rinnovabili, ai mercati emergenti, come quelli africani, dove bisogna pianificare la realizzazione di infrastrutture che consentano a 600 milioni di persone di avere accesso ad un’energia sicura e sostenibile.  Esistono quindi diversi contesti di mercato con diversi tipi di consumatori, contraddistinti a loro volta da diverse esigenze. Come cambia il ruolo del consumatore? Stiamo passando dal ruolo passivo di utente ad uno sempre più proattivo di cliente, che richiede energia rinnovabile, sostenibile. La sostenibilità è infatti l’elemento chiave che guiderà sempre più le scelte di consumo energetico, e non solo, dei diversi consumatori che riforniamo e continueremo a rifornire in tutto il mondo.

 Il processo di transizione energetica sta modificando anche il mercato del lavoro. In che modo, secondo lei, e quali nuove opportunità si creano per i giovani professionisti del settore?

La transizione energetica verso le energie rinnovabili sta modificando anche il mondo del lavoro generando la necessità di nuovi profili professionali e offrendo inedite opportunità di impiego. Secondo il World Employment Social Outlook 2018 dell’Organizzazione internazionale del lavoro delle Nazioni Unite, nel prossimo decennio ben 18 milioni di persone nel mondo potranno trovare nuove opportunità lavorative generate dalla green economy. In questo scenario, l’attività di Enel Green Power è concentrata alla creazione di opportunità di lavoro e di sviluppo territoriale in tutti i 29 Paesi del mondo in cui operiamo.

L’aumento dei volumi che ci siamo prefissi sarà possibile solo con la forza e l’impegno delle persone, per questo stiamo lavorando per ingrandire la famiglia di Enel Green Power, con una trasformazione dall’interno che ci consentirà di mantenere la leadership e raggiungere nuovi traguardi. Forse è questa la sfida più complessa che abbiamo davanti.

“La transizione energetica sta modificando anche il mondo del lavoro generando la necessità di nuovi profili professionali e offrendo inedite opportunità di impiego”

EGP supporta da anni le attività di SAFE legate alla realizzazione di percorsi di formazione, aggiornamento e di analisi, divulgazione. Quale tematica relativa allo sviluppo delle rinnovabili merita a suo parere maggiore attenzione, consapevolezza o approfondimento?

Non c’ è una singola tematica su cui focalizzarci: ci sono vari  tasselli da considerare per comporre il mosaico di tale transizione. Per citare un esempio, è doveroso passare per la semplificazione degli attuali iter autorizzativi – sia di nuovi impianti solari o eolici, sia per il repowering di impianti già operativi – che arrivano a toccare sette, otto, nove anni per il loro completamento; iter che quindi non consentono, se cosi mantenuti, di correre con la stessa velocità che viene richiesta agli operatori per far fronte agli obiettivi di decarbonizzazione con sviluppo di nuove fonti green, economiche e sostenibili. Anche la filiera energetica dalla parte dei fornitori sarà certamente chiamata a giocare un ruolo fondamentale, facendosi trovare “pronta” a rispondere alla richiesta degli operatori attraverso tecnologie sempre più prestanti e innovative. Inoltre, lo sviluppo tecnologico e l’innovazione sono di primaria importanza per il processo di transizione energetica. Il mondo dell’energia sta attraversando una trasformazione epocale che interessa tutto il settore: dalle fonti primarie al modo di produrre energia, dalla distribuzione al consumo finale. Le tecnologie stanno guidando questo cambiamento e generano a loro volta una domanda di innovazione integrale e di sviluppo tecnologico che portano a nuovi modelli di business.

“Non c’è una singola tematica su cui focalizzarci: ci sono vari tasselli da considerare per comporre il mosaico di tale transizione”

 

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