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Risorse con Energia

Carbone: vita, morte o miracoli?

carboneCarbone: vita, morte o miracoli?

Il carbone ha rappresentato per secoli la principale risorsa energetica del pianeta. Ancora oggi è il combustibile più utilizzato nella produzione di energia elettrica a livello mondiale oltre ad essere abbondantemente impiegato nei settori metallurgico, cementiero, chimico e farmaceutico.
Adriano Piglia ci fa ripercorrere le tappe più significative dell’evoluzione di questa risorsa energetica, dalla sua formazione nelle ere geologiche, alla scoperta ed estrazione e quindi al suo utilizzo da parte dell’uomo, dall’epoca greco-romana ai nostri giorni.
Nell’accompagnarci in questo viaggio attraverso la storia del carbone l’autore ci fa capire come si sono evolute le tecniche di coltivazione, trasporto, stoccaggio e come abbia avuto un ruolo fondamentale nella rivoluzione industriale e in quella dei trasporti con l’invenzione della macchina a vapore, con la realizzazione delle prime locomotive e linee ferroviarie, delle navi a vapore, per declinare poi lentamente con la chiusura di numerose miniere e le lotte sindacali in Inghilterra.
Quest’opera ci aiuta a capire il passaggio dalla caldaia alla turbina a vapore per la produzione di energia elettrica ed il ruolo ed il peso delle nuove tecnologie quali “Clean Coal Technology”, “Integrated Gassification Combined Cycle”, “Coal To Liquids” e “Gas To Liquids” nel soddisfare i sempre crescenti fabbisogni energetici in un contesto di sostenibilità ambientale.
I dati sulle produzioni, riserve e consumi nelle varie aree geografiche del mondo forniscono un quadro chiaro e sintetico di quanto carbone sarà disponibile e di quanto potrà incidere nel soddisfare i futuri fabbisogni energetici. Piglia indica che le riserve provate di carbone, agli attuali livelli di consumo, sono nettamente superiori e geograficamente più distribuite rispetto alle analoghe riserve di petrolio e gas e potranno soddisfare le esigenze energetiche mondiali per oltre 150 anni. Una parte del libro è dedicata al coke, prodotto nelle cokerie ed utilizzato in metallurgia, e al petcoke, carbone derivato dai residui della distillazione petrolifera, largamente utilizzato come combustibile nei settori industriali ad alta intensità energetica quali il cemento.
Il libro evidenzia chiaramente come il rapporto tra carbone e ambiente non sia mai stato facile e come sia stato più volte messo sotto accusa per l’alterazione dell’ecosistema. Oggi esistono tecnologie per il trattamento dei fumi e quindi degli ossidi di zolfo, azoto e dei metalli metalli pesanti e per il recupero delle polveri, del particolato e delle ceneri che sono riutilizzati in modo ecocompatibile. Queste tecnologie consentono di utilizzare il carbone minimizzando i rischi ambientali, facendo sì che i sottoprodotti di un ciclo produttivo diventino materia prima per un altro, salvaguardando lo sfruttamento di risorse non rinnovabili. Per quanto riguarda le emissioni di anidride carbonica ed altri gas serra, se si raffrontano correttamente i dati relativi non solo alla fase di combustione ma nell’arco dell’intero ciclo di vita dei combustibili (Life Cycle Analysis) la differenza tra carbone e gli altri combustibili viene significativamente ridimensionata.
I dati analizzati da Piglia evidenziano che, nello scenario dei prezzi attuali e considerati i diversi carichi emissivi, una centrale a carbone è conveniente rispetto ad una a ciclo combinato a gas.
Il Protocollo di Kyoto affronta il problema delle emissioni in atmosfera ma non considera l’esauribilità delle varie fonti energetiche e la loro non equa ripartizione. Petrolio e gas sono in esaurimento, mentre il carbone è abbondante e meglio distribuito, il nucleare sta perdendo consenso e in attesa che le fonti rinnovabili decollino ci troviamo di fronte ad un periodo di difficile transizione energetica ed il carbone potrà svolgere un ruolo importante se si riuscirà a superare l’immotivato ostracismo.
Auspichiamo che questo libro dia un piccolo contributo ad una corretta e fattuale informazione allontanando l’immotivata sindrome NIMBY (Not In My Back Yard) e faciliti quel percorso di pianificazione territoriale e di costruzione del consenso da tutti auspicata.
Vi sono oggi buone ragioni di natura strategica, economica ed ambientale per riconsiderare il nostro mix energetico. Petrolio e gas continueranno a giocare un ruolo preponderante, risparmio energetico e fonti rinnovabili potranno dare un loro contributo, e l’uso del carbone attraverso le migliori tecnologie disponibili per minimizzare costi e impatto ambientale non è da trascurare.
In uno scenario caratterizzato da costi e rischi energetici crescenti, da investimenti e infrastrutture che si confrontano con molte incertezze politiche ed una difficile accettabilità socio-ambientale ed in cui ci si interroga su quali risorse saranno necessarie e disponibili per garantire uno sviluppo sostenibile il “carbone pulito”, come documentato in maniera chiara e comprensibile da Piglia sembra rappresentare una concreta e percorribile alternativa che potrebbe aiutarci a superare la “transizione energetica” dei prossimi decenni.

Dr. Raffaele Chiulli
Presidente SAFE

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